Camminando lungo le colline pugliesi, è impossibile non notarle: file ordinate di pale eoliche che ruotano pigre nella brezza mediterranea. L’Italia ha costruito in due decenni un parco da 13,6 GW, eppure resta al quinto posto in Europa e dipende ancora dalle importazioni di gas.

Potenza installata: 13,6 GW (gennaio 2026) · Regioni Sud: 91% della potenza · Crescita 2020-2024: +2 GW

Panoramica rapida

1Fatti confermati
  • 13.629 MW di potenza installata a gennaio 2026 (Modofluido)
  • 6.173 impianti eolici operativi in Italia (Modofluido)
  • 91% della capacità concentrata in Puglia, Sicilia, Campania e Sardegna (Energia per il Futuro)
2Cosa resta incerto
  • Tempistiche esatte per i progetti offshore in fase di autorizzazione
  • Produzione effettiva in TWh per il 2026
3Segnale temporale
  • 2022: inaugurazione Beleolico, primo offshore italiano (30 MW)
  • 2026: previsto il via al progetto Sicily South (1.140 MW)
  • 2030: target nazionale di 28 GW di capacità eolica
4Cosa viene dopo
  • Espansione del parco eolico con focus sull’offshore
  • 93 progetti offshore in attesa di approvazione
  • Potenziale di 74 GW se tutti i progetti fossero autorizzati
Dati chiave sull’eolico in Italia
Indicatore Valore Fonte
Potenza installata 2025 13.629 MW Modofluido
Impianti operativi (gennaio 2026) 6.173 Modofluido
Turbine eoliche (2023) 7.449 Energia per il Futuro
Concentrazione Sud Italia 91% Energia per il Futuro
Ranking europeo 5° posto Energia per il Futuro
Primo parco offshore Beleolico (30 MW) Energia per il Futuro
Target 2030 28 GW Modofluido
Progetti offshore in attesa 93 Modofluido

Qual è la situazione attuale dell’eolico in Italia?

A gennaio 2026, l’Italia conta 6.173 impianti eolici operativi per una potenza complessiva di 13.629 MW (Modofluido). Si tratta di un risultato costruito in oltre due decenni di investimenti, che posiziona il paese al quinto posto in Europa per capacità installata (Energia per il Futuro). Nel 2023, gli aerogeneratori italiani erano circa 7.449 unità distribuite su tutto il territorio nazionale.

Potenza installata nel 2024 e 2025

La crescita recente mostra un rallentamento. Nel 2024 la potenza installata si attestava intorno ai 13 GW, mentre a fine 2025 l’incremento è stato contenuto, con un calo dell’8% rispetto alle nuove installazioni dell’anno precedente (Modofluido). Attualmente sono in costruzione solo due impianti: uno a San Severo (Foggia) e l’altro a Castelvetere (Avellino), che aggiungeranno complessivamente 67 MW alla capacità nazionale (Il Sole 24 Ore – InfoData).

Crescita recente

Dal 2020 al 2024, la potenza eolica italiana è cresciuta di circa 2 GW. Un ritmo inferiore rispetto agli obiettivi che il paese si è posto per il 2030, quando il target è raggiungere 28 GW di capacità attraverso il vento (Modofluido). L’ente di trasmissione elettrica Terna monitora costantemente l’evoluzione del parco generatore, e i dati mostrano come la curva di crescita sia diventata meno ripida negli ultimi anni.

Cosa significa

Per colmare il divario verso il target 2030, l’Italia dovrebbe installare in media oltre 3 GW l’anno. Il gap tra ambizione e realtà rappresenta la sfida principale per il settore.

Qual è la regione con più pale eoliche in Italia?

La geografia dell’eolico italiano è profondamente sbilanciata verso il Meridione. Puglia, Sicilia, Campania e Sardegna rappresentano il 91% della capacità installata nazionale (Energia per il Futuro). Una concentrazione che rispecchia le caratteristiche climatiche: il Sud Italia gode di ventosità maggiore e dispone di aree collinari adatte all’installazione degli aerogeneratori.

Distribuzione per regioni

La ripartizione regionale rivela un chiaro gradiente nord-sud, con numeri che riflettono il potenziale anemologico di ciascuna area.

  • Puglia: 1.438 turbine (gennaio 2026)
  • Basilicata: 1.489 turbine (gennaio 2026)
  • Sicilia: 1.660 turbine (2023)
  • Campania: 1.184 turbine (2023)
  • Sardegna: 732 turbine (2023)

La Basilicata ha superato la Puglia come regione con più turbine a gennaio 2026, un ribaltamento che segnala il ricambio tecnologico verso aerogeneratori di maggiore potenza unitaria. La Sicilia si conferma la seconda regione italiana per numero di impianti con 1.660 turbine eoliche, seguita dalla Campania con 1.184 unità e dalla Sardegna con 732 (Energia per il Futuro). Il Centro-Nord resta marginale: qui le condizioni anemologiche sono meno favorevoli e le opposizioni locali più frequenti.

Parchi principali al Sud

I parchi eolici più rilevanti si trovano nelle aree collinari di Puglia e Basilicata. In Emilia-Romagna merita menzione il parco di Gubbio, che rappresenta un esempio di impianto eolico collettivo di riferimento per la penisola. Tra gli impianti di taglia maggiore si distingue anche San Benedetto, con una potenza di 3,5 MW.

Il divario Nord-Sud

Le regioni settentrionali contribuiscono per meno del 10% alla potenza eolica nazionale. Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia, pur avendo alcune installazioni, offrono meno potenziale anemologico rispetto al Meridione.

Quanto produce l’eolico in Italia?

Nel 2023, la produzione eolica italiana ha coperto il fabbisogno energetico di 23 milioni di persone (Energia per il Futuro). L’energia prodotta annualmente dal vento si attesta intorno ai 20 terawattora, una cifra che colloca l’eolico tra le fonti rinnovabili più rilevanti del mix elettrico nazionale.

Produzione annua

I dati Terna indicano che nel 2025 la copertura del fabbisogno energetico da fonti rinnovabili ha rappresentato il 41% del totale in Italia (Modofluido). L’eolico contribuisce in modo significativo a questa quota, pur essendo affiancato dal fotovoltaico che ha registrato una crescita esponenziale negli ultimi anni.

Contributo alla rete

Nel 2024, la copertura del fabbisogno da rinnovabili era del 41,7%, in leggero calo rispetto al 2025 (Modofluido). Questo dato riflette la volatilità della produzione eolica: dipendente dalle condizioni meteorologiche, genera picchi in periodi ventosi e contrazioni in stagioni più calme. L’implicazione è chiara: per centrare l’obiettivo 2030, l’Italia deve più che raddoppiare la propria capacità eolica. Questo richiede non solo investimenti, ma anche una semplificazione del quadro normativo e una maggiore accettazione sociale dei progetti.

In sintesi: L’eolico fornisce circa un quinto dell’energia rinnovabile italiana, ma il suo contributo varia significativamente di anno in anno. Per raggiungere gli obiettivi 2030, serve un raddoppio della capacità installata.

Perché in Italia è poco sfruttata l’energia eolica?

Nonostante il potenziale, l’Italia resta indietro rispetto ad altri paesi europei. I motivi sono molteplici e si intrecciano tra loro: ostacoli amministrativi, resistenze locali, e una geografia meno favorevole rispetto a nazioni come Germania o Danimarca.

Ostacoli NIMBY

La sindrome NIMBY (Not In My Backyard) colpisce duro in Italia. Comuni e residenti locali si oppongono frequentemente alla costruzione di nuovi aerogeneratori, invocando impatto visivo, rumore e preoccupazioni per la fauna selvatica. Le proteste hanno bloccato o rallentato numerosi progetti, soprattutto nelle regioni Centro-Settentrionali.

  • Opposizione delle amministrazioni locali
  • Preoccupazioni per l’impatto paesaggistico
  • Ricorsi amministrativi e blocchi burocratici
  • Assenza di un quadro normativo chiaro per l’offshore

Questioni ambientali

Le preoccupazioni ambientaliste riguardano principalmente l’impatto sugli uccelli migratori e sui pipistrelli. Alcuni studi hanno documentato rischi di collisione per determinate specie, sebbene i parchi moderni adottino tecnologie di mitigazione sempre più sofisticate. L’installazione in aree protette o vicine a siti di interesse naturalistico incontra difficoltà autorizzative.

Il paradosso italiano

L’Italia importa circa il 75% dell’energia che consuma, eppure le rinnovabili incontrano resistenze diffuse. Il risultato è una dipendenza prolungata da gas naturale e carbone, con costi ambientali ed economici significativi.

Dove si trova il più grande impianto eolico in Italia?

Il panorama degli impianti eolici italiani è caratterizzato da due tipologie principali: gli impianti onshore, diffusi nelle colline del Sud, e il nascentissimo segmento offshore, ancora in fase di sviluppo ma con progetti ambiziosi all’orizzonte.

Impianti collettivi

Il parco eolico di Gubbio rappresenta storicamente uno dei casi più rilevanti di impianto eolico collettivo in Italia. Si tratta di un modello organizzativo che permette a più soggetti (comuni, cooperative, aziende) di condividere l’investimento e i benefici della produzione, favorendo una maggiore accettazione locale del progetto.

Parchi notevoli

Tra gli impianti di taglia maggiore si distingue quello di San Benedetto, con una potenza di 3,5 MW per singolo aerogeneratore. L’Italia conta 347 impianti eolici operativi con capacità superiore a 10 MW, prevalentemente di tipo onshore (Il Sole 24 Ore – InfoData).

Vantaggi

  • Energia pulita senza emissioni dirette di CO₂
  • Costi operativi contenuti dopo l’installazione
  • Indipendenza dai combustibili fossili importati
  • Creazione di posti di lavoro nelle aree rurali
  • Contributo agli obiettivi climatici europei

Svantaggi

  • Impatto visivo e paesaggistico significativo
  • Rumore generato dagli aerogeneratori
  • Volatilità della produzione (dipendenza dal vento)
  • Resistenze locali (sindrome NIMBY)
  • Necessità di sistemi di accumulo per la rete
  • Ritardi burocratici nelle autorizzazioni

L’eolico offshore in Italia

L’unico parco eolico offshore italiano attualmente operativo è Beleolico, inaugurato il 21 aprile 2022 a Taranto (Energia per il Futuro). Comprende 10 pale eoliche posizionate a 100 metri dalla costa, per una capacità complessiva di 30 MW e una produzione annuale di 58.000 MWh, sufficienti a soddisfare il fabbisogno di circa 60.000 persone (Il Sole 24 Ore – InfoData).

Progetti in fase di sviluppo

Nel 2025, sono 93 i progetti offshore in attesa di approvazione sul territorio italiano (Modofluido). Tra i più ambiziosi spicca Sicily South, nato a marzo 2025, che prevede la costruzione di un parco eolico in mare aperto a circa 25 km dalla costa di Agrigento. Il progetto ospiterà 76 turbine con una potenza congiunta di 1.140 MW, in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di 1,5 milioni di abitazioni.

  • Sicily South: 76 turbine, 1.140 MW, entrata prevista 2026 (Modofluido)
  • Progetto Sardegna: 42 turbine da 12 MW ciascuna, entrata prevista 2028
  • Totale progetti offshore: 93 in attesa di autorizzazione
  • Capacità potenziale: 74 GW se tutti i progetti fossero approvati
Il gap tecnologico

L’Italia è in ritardo grave rispetto ai leader mondiali: nel 2024 l’eolico offshore globale ha raggiunto 79,4 GW con un incremento del 5,2%, mentre il nostro paese resta marginale in questo segmento strategico.

Cronologia dell’eolico italiano

Evoluzione dell’eolico in Italia
Periodo Evento
2020 Potenza base pre-crescita
2022 Inaugurazione Beleolico, primo offshore italiano (30 MW)
2023 12.051 MW installati, 7.449 aerogeneratori operativi
2024 13 GW installati, copertura rinnovabili 41,7%
2025 13,6 GW, calo nuove installazioni (-8%)
2026 Espansione parco eolico prevista, Sicily South operativo
2030 Target nazionale: 28 GW di capacità eolica

La traiettoria mostrata dalla cronologia indica un rallentamento strutturale: mentre l’Europa nel 2025 ha aggiunto 13 GW di eolico, l’Italia ha segnato un calo dell’8% nelle nuove installazioni. Per colmare il divario verso il target 2030, serve un’accelerazione che sinora non si è manifestata.

Si prevede che la potenza installata eolica possa quasi raddoppiare nel 2030.

Enel Learning Hub

L’Italia si posiziona al quinto posto in Europa per capacità eolica installata.

— Energia per il Futuro

Prospettive future e obiettivi 2030

L’Italia si è impegnata a raggiungere 28 GW di capacità eolica entro il 2030, quasi il doppio dell’attuale (Modofluido). Per centrare questo target, il paese dovrà superare le attuali resistenze e accelerare lo sviluppo sia dell’onshore che dell’offshore.

In attesa di autorizzazione ci sono 39 progetti eolici che garantiranno altri 29 GW di capacità, mentre 23 impianti da almeno 10 MW sono annunciati per ulteriori 16,7 GW (Il Sole 24 Ore – InfoData). Se tutti questi progetti fossero approvati e realizzati, l’Italia supererebbe ampiamente gli obiettivi prefissati.

I 18 progetti eolici offshore annunciati per più di 16 GW di capacità, insieme ai 31 in fase di autorizzazione per oltre 28 GW, rappresentano la frontiera principale di crescita (Il Sole 24 Ore – InfoData). I progetti legati alla posa di pale eoliche nei mari italiani rappresentano il 79,6% di tutti gli impianti in fase di realizzazione. L’implicazione per investitori e decisori politici è concreta: senza una svolta nelle autorizzazioni, l’Italia continuerà a dipendere dalle importazioni di gas con costi ambientali ed economici crescenti.

Perché questo conta

L’Italia importa circa il 75% dell’energia che consuma. L’espansione dell’eolico rappresenta l’opportunità più concreta per ridurre questa dipendenza, abbattere le emissioni e centrare gli obiettivi climatici europei.

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Domande frequenti

Quali sono i vantaggi e svantaggi dell’energia eolica in Italia?

L’eolico offre energia pulita senza emissioni di CO₂ e costi operativi contenuti, ma presenta criticità legate all’impatto visivo, al rumore e alla volatilità della produzione. Le resistenze locali (effetto NIMBY) e i lunghi iter autorizzativi rallentano lo sviluppo del settore.

Quali sono i parchi eolici più importanti del Sud Italia?

Tra i parchi più rilevanti figurano quelli nelle aree collinari di Puglia e Basilicata. Il parco di Gubbio in Umbria rappresenta un modello di impianto collettivo. Il più grande aerogeneratore singolo raggiunge 3,5 MW di potenza.

Quante pale eoliche ci sono in Italia?

A gennaio 2026, l’Italia conta 6.173 impianti eolici operativi. Nel 2023 erano presenti circa 7.449 aerogeneratori, distribuiti principalmente in Puglia (1.726 turbine), Sicilia (1.660), Campania (1.184) e Sardegna (732).

Quali sono i parchi eolici nel Nord Italia?

Il Nord Italia contribuisce per meno del 10% alla potenza eolica nazionale. Alcune installazioni si trovano in Emilia-Romagna (come il parco di Gubbio), Veneto e Lombardia, ma le condizioni anemologiche sono meno favorevoli rispetto al Meridione.

Come è prevista l’evoluzione dell’eolico in Italia nel 2025-2026?

Nel 2025 la potenza installata ha raggiunto 13,6 GW, ma le nuove installazioni sono calate dell’8%. Nel 2026 è previsto l’avvio di Sicily South (1.140 MW), mentre altri 39 progetti onshore per 29 GW attendono autorizzazione.

Perché c’è opposizione alle pale eoliche in Italia?

Le principali ragioni includono l’impatto visivo e paesaggistico, le preoccupazioni per il rumore, i rischi per la fauna selvatica e l’effetto NIMBY (i residenti non vogliono gli aerogeneratori vicino casa). Le resistenze sono più forti nelle regioni del Centro-Nord.

Qual è il contributo dell’eolico alla rete elettrica italiana?

Nel 2025, le rinnovabili hanno coperto il 41% del fabbisogno energetico italiano. L’eolico da solo produce circa 20 TWh annui, sufficienti a soddisfare i bisogni di 23 milioni di persone, ovvero circa un terzo della popolazione.

Per gli investitori e i decisori politici, la scelta è chiara: accelerare lo sviluppo dell’eolico offshore e semplificare gli iter autorizzativi per l’onshore, oppure continuare a dipendere dalle importazioni di gas con costi ambientali ed economici crescenti. L’Italia ha il vento, manca la volontà di cogliere l’opportunità.